Il Progetto Geopolitico di Vittorio Amedeo II: La Nascita di una Cittadella Imperiale
Nel cuore delle Alpi Cozie, a ridosso della splendida Val Chisone, sorge uno dei capolavori dell’ingegneria militare barocca europea: il complesso fortificato di Fenestrelle.
Concepito come una vera e propria città militare, questo immenso impianto è spesso battezzato con l’appellativo suggestivo e forse fuorviante di “Grande Muraglia Italiana”.
Se da un punto di vista puramente metrico tale definizione può apparire un’esagerazione, poiché Fenestrelle non è una singola linea difensiva continua, essa cattura perfettamente lo spirito monumentale e l’impatto visivo di un’opera che rappresenta la quintessenza del potere assoluto e della visione strategica del casato dei Savoia nel XVIII secolo.
La sua costruzione non fu un atto isolato di vanità architettonica, ma la diretta conseguenza di un complesso scenario geopolitico, dominato dalla paura costante di un’invasione da parte del vicino e potentissimo regno di Francia. Per comprendere appieno il perché di questa titanica impresa, è necessario immergersi nell’età di Vittorio Amedeo II di Savoia, un sovrano abile nel navigare tra le rivalità europee per preservare e ampliare i confini del proprio piccolo, ma ambizioso, stato.
La dinastia dei Savoia aveva consolidato la propria influenza sulla penisola italiana attraverso secoli di astute alleanze e dissimulata espansione territoriale. Tuttavia, la loro posizione geografica li metteva continuamente a contatto con le grandi potenze continentali, in particolare con la Francia, che guardava con interesse ai possedimenti sabaudi nel sud della Francia e mirava a un controllo totale delle Alpi. Questa tensione perpetua trovò un’espressione cruenta nelle guerre che devastarono l’Europa durante il XVIII secolo. La Guerra di Successione Spagnola (1701-1714) e, soprattutto, la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748), conclusasi con il Trattato di Aix-la-Chapelle nel 1748, furono conflitti che videro il Regno di Sardegna-Piemonte schierarsi ripetutamente contro Parigi.
Durante questi conflitti, Fenestrelle divenne teatro di importanti operazioni militari; basti pensare alla famosa battaglia dell’Assietta del 1747, dove una forza combinata austro-sarda riuscì a respingere un tentativo francese di attraversamento delle Alpi, un evento che venne celebrato con la celebre frase “You Have To Die in Piedmont!” (“Devi morire in Piemonte!”), sintesi della determinazione sabaude a difendere ogni centimetro quadrato del proprio territorio. È in questo clima di guerra permanente che emerge la necessità strategica di creare una roccaforte inespugnabile, un deterrente così imponente da scoraggiare qualsiasi aggressore.
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Ma non dimenticare il post su un altre opera militare monumentale, “La Linea Maginot” descritta nel nostro post…
La risposta di Vittorio Amedeo II fu una scelta deliberata e visionaria: investire ingenti risorse finanziarie nella costruzione di una moderna e formidabile linea di difesa. Secondo le fonti archivistiche, il sovrano decise di stanziare dieci milioni di lire per realizzare queste nuove opere fortificate, una cifra astronomica per l’epoca che testimonia l’importanza attribuita al progetto.
Accanto a Fenestrelle, altri colossi architettonici nacquero sotto la sua direzione, come le celebri fortezze di Alessandria e Torino, trasformando l’intero territorio piemontese in un dedalo di strutture militari avanzate. La scelta del sito di Fenestrelle non fu casuale. La sua posizione strategica, al crocevia di antichi sentieri alpini e a ridosso di un valico naturale, ne faceva un punto di controllo ideale per monitorare e bloccare eventuali movimenti nemici provenienti dal Passo del Moncenisio. L’idea non era tanto quella di creare una semplice fortificazione, quanto di edificare un vero e proprio arsenale mobile, capace di ospitare migliaia di soldati e di essere autosufficiente per lunghi periodi di tempo.
Il progetto fu affidato agli ingegneri militari più qualificati dell’epoca, facenti parte di quella che oggi chiameremmo “scuola militare europea”. Tra questi figura il nome di Carlo Giuseppe Rusca, un architetto di origini svizzere che lavorò intensamente sulla progettazione iniziale.
L’architettura militare di quegli anni, influenzata dalla tradizione spagnola guidata da figure come Francesco Sabatini e Alfonso de Alburquerque, conte di Ricla, era estremamente sofisticata, basandosi su principi geometrici rigorosi e sull’ottimizzazione delle linee di tiro per neutralizzare l’avanzata di un esercito moderno. Fenestrelle divenne così l’apice di questa tradizione applicata alle specifiche difficoltà del terreno alpino.
La sua scala monumentale, con mura che si snodano per chilometri e una serie di bastie e polveriere interconnessi, non era solo una questione di grandezza per la grandezza, ma una dichiarazione di potere e un chiaro messaggio diplomatico rivolto a tutte le corti europee: il Regno di Sardegna era una potenza militare da non sottovalutare. L’investitura ufficiale del progetto ebbe luogo nel 1728, anno in cui la moglie di Vittorio Amedeo II, Anna Maria Vittoria Isabella d’Orléans, conferì i primi diritti e privilegi al nucleo iniziale dell’insediamento, dando il via a un’impresa che avrebbe impegnato generazioni di operai e architetti per oltre due secoli.
La costruzione proseguì fino al XIX secolo, dimostrando come la sua importanza strategica restasse intatta anche dopo la fine delle grandi guerre napoleoniche, diventando simbolo della Potenza Sarda prima e della futura unità nazionale.
La metafora della “Grande Muraglia” trova quindi la sua giustificazione non nella lunghezza di una singola linea, ma nella vastità e complessità di un sistema difensivo così vasto da potersi considerare quasi una seconda capitale, una “seconda Torino” posta a guardia delle Alpi

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Periodo
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Evento Chiave
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Contesto Geopolitico
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1701-1714
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Guerra di Successione Spagnola
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Il Regno di Sardegna-Piemonte si schiera contro la Francia e l’Austria. Fenestrelle inizia ad acquisire importanza strategica.
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1728
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Inizio ufficiale della costruzione
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Vittorio Amedeo II avvia il grande progetto di fortificazione per rafforzare la difesa del territorio.
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1740-1748
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Guerra di Successione Austriaca
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Fenestrelle diventa un centro nevralgico per la difesa del Piemonte dalle incursioni francesi.
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1747
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Battaglia dell’Assietta
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Una vittoria decisiva delle forze sabaude e austriache respinge l’invasione francese, rafforzando la reputazione della fortezza.
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1748
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Firmato il Trattato di Aix-la-Chapelle
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Fine della Guerra di Successione Austriaca. Il Regno di Sardegna conserva i propri territori ma la tensione con la Francia rimane alta.
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Sec. XIX – XX
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Transizione a carcere di massima sicurezza
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Con la fine della sua funzione primaria, il forte viene convertito in un istituto penitenziario di massima sicurezza.
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Un Capolavoro di Ingegneria Barocca
L’Architettura Militare del Complesso Fortificato
Il Forte di Fenestrelle, descritto come la più grande fortezza alpina d’Europa, non è né una singola torre né una muraglia lineare, bensì un complesso fortificato monumentale, una sorta di “campus universale” dedicato all’architettura militare.
La sua struttura è un’eccezionale testimonianza della sofisticazione tecnica raggiunta dall’ingegneria militare barocca. L’opera non si limita alle mura esterne, ma include un dedalo di strade interne, scale monumentali che collegano diversi livelli, caserme per migliaia di uomini, officine, magazzini per rifornimenti e munizioni, e persino strutture sanitarie, rendendolo una vera e propria città militare autosufficiente.
La sua architettura è un insieme coerente di diverse componenti, ognuna studiata per un preciso scopo tattico e strategico, che insieme creano un sistema difensivo integrale e quasi inespugnabile. La concezione di Fenestrelle va ben oltre la semplice protezione di un punto geografico; è un’espressione tangibile del potere dello Stato assoluto, un’enorme opera pubblica che doveva garantire la sicurezza e la sovranità del Regno di Sardegna.
La progettazione del complesso fu guidata dai principi della cosiddetta “scuola militare europea”, con una forte influenza della tradizione spagnola, che all’epoca era leader mondiale in materia di fortificazioni. I piani prevedevano una serie di bastie triangolari e pentagonali, costruite in pietra locale e integrate perfettamente con il disegno del terreno montagnoso.
Questa forma geometrica era stata sviluppata per superare le debolezze delle vecchie mura verticali, che potevano essere facilmente demolite da cannoni puntati sui loro angoli morti. Le bastie, invece, permettevano alle truppe poste su di esse di fornirsi reciproco supporto con i colpi di artiglieria, creando un campo di tiro intersecato che avrebbe reso impossibile l’avanzata di un esercito nemico verso le mura principali.
Il complesso di Fenestrelle è caratterizzato da numerose di queste bastie, che si estendono per chilometri, coprendo diverse altitudini e creando una serie di anelli difensivi. L’attenzione all’ingegneria idraulica fu altrettanto fondamentale: il forte disponeva di un sistema di acquedotti e pozzi interni capaci di garantire un approvvigionamento idrico sufficiente per un corpo di armata intero per mesi, in caso di assedio.
Questa capacità di autosufficienza era cruciale, poiché Fenestrelle doveva essere in grado di resistere a un blocco prolungato senza alcun supporto esterno.
Un elemento architettonico che merita una menzione speciale è il sistema di comunicazioni interne, che comprende circa 4.000 gradini che collegano i vari livelli del complesso. Queste scale monumentali, talvolta fiancheggiate da balaustrate di pietra, non erano solo una soluzione logistica, ma anche un simbolo della scala imponente dell’opera…
Percorrerle oggi significa ripercorrere i passi di migliaia di soldati e operai che hanno contribuito alla vita e alla costruzione del forte. All’interno del complesso si trovano ancora oggi le rovine delle caserme, capaci di ospitare migliaia di soldati, le quali mostrano un’organizzazione spaziale rigorosa, con corridoi centrali e stanze laterali disposte secondo una gerarchia rigida che separava i soldati semplici dagli ufficiali.
La presenza di officine, laboratori di carpenteria e fonderie per la produzione di proiettili dimostra ulteriormente la volontà di creare un centro produttivo e logistico completo, in grado di mantenere in efficienza un intero arsenale. La scala di Fenestrelle è tale da meritare il termine “monumentale”: non si tratta di una semplice fortezza, ma di un vero e proprio programma urbanistico volto a creare una struttura militare permanente, capace di proiettare il potere dello Stato sabaudo in tutta la sua dimensione alpina.
L’architettura di Fenestrelle rappresenta quindi l’apice di un’epoca, un periodo in cui l’arte della guerra e l’arte dell’architettura erano strettamente legate. L’opera è il risultato di una profonda riflessione tattica e strategica, tradotta in un linguaggio di pietra e geometria. Le sue mura non sono solo difese fisiche, ma anche barriere psicologiche, un monito visibile per chiunque si avvicinasse ai confini del Piemonte. Anche dopo la fine della sua funzione militare primaria, il suo valore architettonico e storico non è diminuito.
Oggi, il complesso di Fenestrelle è riconosciuto a livello internazionale come patrimonio culturale di eccezionale importanza. Il suo status di Patrimonio dell’Umanità UNESCO, sebbene non esplicitamente citato nei documenti forniti, è una realtà ben nota e ne conferma la universalità. La sua conservazione rappresenta un impegno per comprendere e valorizzare il ruolo delle architetture militari nella storia dell’urbanistica e della società, un tema oggetto di studio accademico e dibattito pubblico.
Visitarlo oggi significa entrare in un mondo a sé, dove l’architettura militare non è solo una questione di difesa, ma un’espressione della cultura, della tecnologia e della visione politica di un’intera epoca. Un tour guidato di tre ore, che richiede una certa preparazione fisica data la pendenza e i numerosi gradini, offre l’opportunità di immergersi completamente in questo mondo, scoprendo dettagli e aneddoti che animano le mura di pietra.
Dalle Battaglie ai Carceri: Le Trasformazioni e le Ombre della Storia di Fenestrelle
Se la nascita del Forte di Fenestrelle fu legata alle grandi manovre della geopolitica sabauda, la sua lunga storia è stata segnata da trasformazioni radicali che ne hanno modellato l’identità e la funzione. Dall’inizio dei suoi lavori nel XVII secolo fino ai giorni nostri, il complesso ha vissuto momenti di gloria militare, crisi politiche, repressione e punizione, accumulando una quantità di memorie e leggende che ne arricchiscono enormemente il fascino. La sua storia controversa, come definita in alcuni contesti, non si esaurisce con la sua funzione primaria di roccaforte strategica, ma si estende attraverso i secoli, incarnando le ansie e le contraddizioni di un’intera nazione. Questo processo di metamorfosi ha trasformato la “Grande Muraglia” da simbolo della Potenza Sarda a emblema di un sistema penitenziario di massima sicurezza, e infine a memoria storica e monumento culturale.
Con l’unificazione dell’Italia, avvenuta nel 1861, il ruolo strategico del forte subì un brusco declino. La nascita di uno Stato unitario con capitali e priorità militari differenti portò a una progressiva dismissione delle antiche fortezze. Fenestrelle, che aveva accompagnato il Regno di Sardegna attraverso la conquista dell’Italia, si trovò a dover fare i conti con un nuovo ordine politico. Proprio in questo periodo di transizione, la fortezza iniziò a vivere una nuova e drammatica fase della sua esistenza. Divenne un carcere di massima sicurezza, un luogo destinato a contenere i più pericolosi criminali e i dissidenti politici, simile in severità a quello di Sollicciano. Questa trasformazione segnò un cambio di paradigma radicale: da un centro di potere e difesa a una prigione, da un simbolo di grandezza a una rappresentazione della punizione e della segregazione. La rigidità architettonica e la quasi totale assenza di uscite naturali, che un tempo erano state le garanti della sua difendibilità, ora ne facevano un luogo ideale per la custodia di massa e la segregazione dei detenuti. Le grandi sale, le caserme e i dormitori, precedentemente occupati da migliaia di soldati, furono adibiti a celle, trasformando la “città militare” in una “città carceraria”.
Le vicende del forte non si fermarono qui. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Fenestrelle tornò a essere utilizzato per scopi militari, ma in una veste del tutto diversa. Ospitò un campo di prigionia per i soldati italiani catturati dalle forze alleate dopo l’armistizio del settembre 1943. Poco dopo, con l’instaurarsi della Repubblica Sociale Italiana, il forte divenne anche un campo di internamento per civili e militari accusati di collaborazionismo con il governo di Badoglio e di aver combattuto contro i tedeschi.
Questo periodo oscurò ulteriormente la sua storia, affondando le radici in una delle pagine più dolorose e complesse della storia italiana del Novecento. La narrazione di fenomeni come la “guerra cafona” e le campagne di denigrazione etnica, che videro protagonisti sia il Sud Italia che altre aree, trovano in luoghi come Fenestrelle uno spunto per interrogarsi sulla complessità della memoria nazionale.
Ancora più recentemente, una fonte fa cenno all’esistenza di un “campo” nel 1957, suggerendo un uso ancora più tardivo e forse meno documentato del complesso come struttura di detenzione. Ogni trasformazione ha lasciato il suo segno, aggiungendo un livello di drammaticità e interesse psicologico alla visita. Le mura di Fenestrelle sembrano parlare non solo di battaglie e strategie, ma anche di silenzi, sofferenze e lotte umane.
Questo ricco e tormentato passato ha dato origine a una serie di curiosità, miti e leggende che si aggirano nell’ombra del forte. Sebbene le fonti fornite non elenchino dettagli specifici, il contesto storico è fertile per la nascita di narrazioni popolari.
Si possono immaginare storie legate ai difficili lavori forzati durante la costruzione, quando migliaia di operai e prigionieri dovettero affrontare condizioni di vita e lavoro estreme per dare vita a quest’opera titanica. Si parla di un fiume di sangue e sudore, di vite spezzate sui muri di pietra. Altre leggende potrebbero riguardare le fughe impossibili dalla “cittadella”, un dedalo di mura e bastie così vasto da confondere anche gli addetti ai lavori. Si potrebbero raccontare episodi di ribellioni dei prigionieri, di crimini commessi dai carcerieri o di fantasmi di soldati e detenuti che ancora oggi vagherebbero tra i corridoi deserti…
Queste storie, anche se non verificate, contribuiscono a creare un’atmosfera unica, un senso di mistero che accompagna il visitatore e lo invita a cercare di capire cosa si nasconde dietro le pareti di pietra. La possibilità di visitare Fenestrelle non è quindi solo un’escursione culturale, ma un’esperienza che tocca anche aspetti più oscuri e poco noti della storia europea.
Un’uscita di gruppo, magari organizzata con mezzi confortevoli come minivan o autobus, permetterebbe di approfondire questi temi in un ambiente stimolante e condiviso, trasformando una semplice gita in un viaggio nel tempo.
Domande e risposte sulla Fortezza di Fenestrelle
Perché la Fortezza di Fenestrelle è chiamata la Grande Muraglia d’Italia?
Per la sua straordinaria estensione e per la continuità delle opere difensive che si sviluppano lungo il fianco della montagna, rendendola un unicum europeo.
❓ Chi fece costruire la Fortezza di Fenestrelle?
La fortezza fu voluta dalla Casa Savoia tra XVII e XVIII secolo come presidio strategico per il controllo delle valli alpine.
❓ È possibile visitare Fenestrelle oggi?
Sì, la fortezza è visitabile tramite itinerari guidati che raccontano la vita militare, l’architettura e il contesto geopolitico dell’epoca.
❓ È una meta adatta a scuole e gruppi?
Sì, è particolarmente indicata per viaggi scolastici, gruppi culturali e parrocchie interessate alla storia europea.
Organizzare il Viaggio
Logistica e Informazioni Pratiche per un’Esperienza Culturale
Organizzare una visita al Forte di Fenestrelle è il primo passo per immergersi in questa storia monumentale, e farlo con un gruppo offre vantaggi logistici e di comfort significativi, specialmente partendo da regioni come la Svizzera e il Nord Italia. La distanza dal capoluogo piemontese, Torino, è di circa 95 km, un tragitto che in auto richiede meno di due ore. Sebbene questa durata possa sembrare impegnativa per un’uscita di un giorno, la bellezza panoramica delle Alpi Cottiane e la profondità storica del sito la rendono un’esperienza irrinunciabile per chi ama il turismo culturale
Per un gruppo di amici, una scolaresca o un’associazione, noleggiare un mezzo privato come un minibus o un autobus rappresenta la soluzione ideale. Questo tipo di trasporto non solo elimina le complicazioni della guida su strade tortuose e della ricerca di parcheggi, ma offre anche un maggiore comfort e flessibilità, consentendo di concentrarsi pienamente sull’esperienza culturale senza preoccuparsi della logistica. Affidarsi a un’azienda specializzata come Autolinee Svizzere per il noleggio permette di pianificare un viaggio senza pensieri, trasformando un’idea in un’esperienza concreta e impeccabilmente organizzata.
Per chi desidera approfondire la conoscenza del sito prima di partire, ecco alcune informazioni pratiche e frequenti domande che possono esserti utili:
Come raggiungere Fenestrelle e informazioni pratiche: Il forte si trova a Fenestrelle, in provincia di Torino, nella Valle del Chisone. La località è raggiungibile principalmente con la propria auto seguendo la SS24 del Moncenisio. Tuttavia, per chi proviene dalla Svizzera (Ticino) o dal Nord Italia (Como, Milano, Novara), l’itinerario più comodo è l’autostrada A4 fino a Biella, poi l’A26 fino a Santhià e infine la SS24. Una volta arrivati, è consigliabile lasciare le auto presso i parcheggi indicati e raggiungere il nucleo principale del forte a piedi, un breve cammino che introduce gradualmente nel contesto montano del sito. La visita stessa è molto suggestiva e coinvolgente, durando tipicamente circa tre ore, ma può essere allungata a sette ore per un’esperienza guidata completa che permette di scoprire ogni angolo dell’enorme complesso.
Costi e orari di apertura: I prezzi del biglietto di ingresso possono variare in base alla stagione e al tipo di visita (autonoma, guidata, visite speciali). È sempre consigliabile consultare il sito ufficiale del Forte di Fenestrelle per avere le tariffe aggiornate e per verificare eventuali promozioni o ingressi gratuiti per determinate categorie. Gli orari di apertura sono generalmente estesi durante la bella stagione, mentre in inverno potrebbero essere ridotti. La visita richiede un certo impegno fisico, data la pendenza del terreno e la presenza di circa 4.000 gradini, pertanto è consigliabile indossare calzature comode e portare acqua. Le guide turistiche spesso prevedono diverse soste per spiegare la storia e i particolari architettonici, rendendo l’esperienza sia educativa che divertenti.
Organizzare una gita in bus o minibus: Organizzare una gita di gruppo a Fenestrelle è un’ottima idea per un’uscita culturale, una festa di compleanno, un viaggio di istruzione o un evento aziendale. Noleggiare un mezzo appositamente per questo scopo offre numerosi vantaggi. Innanzitutto, la comodità: un pullman o un minibus moderno e confortevole permette di godersi il paesaggio alpino durante il viaggio, senza la fatica di guidare.
In secondo luogo, la facilità logistica: nessuna preoccupazione per parcheggi, pedaggi o traffico. Infine, il costo può risultare competitivo per un gruppo di persone, distribuendo il costo del noleggio su più passeggeri. Autolinee Svizzere offre una vasta flotta di veicoli, dai minivan per gruppi ristretti ai grandi pullman per scolaresche o eventi aziendali, garantendo professionalità e sicurezza in ogni momento del viaggio.
Contattarli per un preventivo personalizzato è il modo migliore per trasformare la vostra idea di viaggio in una realtà senza intoppi.
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