L’Anima delle Alpi Marittime: Dal Ticino al Cuore del Monregalese
Il viaggio che unisce il Ticino alle Alpi Marittime non è una semplice tratta autostradale, ma un passaggio filologico tra diverse declinazioni della montagna. Il comprensorio del Mondolè Ski (Prato Nevoso, Artesina, Frabosa Soprana) non rappresenta solo una destinazione sciistica d’avanguardia, ma la porta d’accesso a un territorio dove la storia d’Italia e le tradizioni occitane si fondono nel silenzio delle valli cuneesi. Le Alpi Marittime rappresentano una transizione dalla verticalità elvetica alla morbidezza austera, barocca e selvatica del Monregalese.
Autolinee Svizzere invita a riscoprire il concetto di “Settimana Bianca” non solo come esercizio atletico, ma come immersione in un distretto culturale dove il tempo sembra essersi fermato tra le residenze sabaude, le grotte millenarie e l’eco della lingua d’Oc: la lingua degli Occitani…
Il Comprensorio Mondolè Ski: Un Miraggio tra Neve e Mare
Il comprensorio del Mondolè Ski — che abbraccia Prato Nevoso, Artesina e Frabosa Soprana — è un unicum geografico. Qui, la vicinanza del Mar Ligure crea un microclima particolare: la neve è spesso abbondante, ma la luce ha una qualità mediterranea.
Sciando sulle creste del Monte Mondolè o del Monte Malanotte, non è raro, nelle giornate di tramontana, scorgere il riflesso argenteo del mare. È un’esperienza che scardina l’idea classica di montagna chiusa: è una montagna che guarda all’orizzonte, aperta agli scambi che per secoli hanno portato il sale dalla costa alle valli e il legname dalle valli ai cantieri navali.
Frabosa Soprana: Il Fascino dell’Heritage Alpino
Mentre Prato Nevoso e Artesina rappresentano l’avanguardia dell’accoglienza invernale, Frabosa Soprana è la custode della memoria. Il borgo conserva intatto il suo carattere piemontese, offrendo un’alternativa lenta e meditativa. È qui che il concetto di “Heritage” si fa tangibile: camminare per le vie del centro significa calpestare la storia di una comunità che ha saputo integrare l’economia dello sci senza svendere la propria identità architettonica.
Valcasotto: La Reggia di Caccia e l’Avanguardia del Design Ottocentesco
Spostandosi verso la Val Casotto, ci si imbatte in uno dei segreti meglio custoditi di Casa Savoia: il Castello Reale di Valcasotto. Nato come certosa nel XII secolo, fu trasformato dai sovrani in una delle loro “delizie” dedicate alla caccia.
Tuttavia, il vero valore storico-artistico risiede nei suoi interni. Valcasotto non era solo un rifugio venatorio, ma un laboratorio di stile. In alcune stanze, i Savoia fecero installare pregiatissime carte da parati di produzione francese, una rarità assoluta per l’epoca e per un luogo così remoto. Queste decorazioni rappresentavano il legame dell’aristocrazia sabauda con le corti europee, portando il lusso e il gusto transalpino nel cuore delle montagne cuneesi. Visitare il castello oggi significa osservare da vicino come la nobiltà cercasse di “civilizzare” la natura selvaggia attraverso il design e l’arte.
Maria Clotilde di Savoia: La “Santa di Moncalieri” tra le mura di Valcasotto
Mentre le sale del Castello di Valcasotto riecheggiavano delle battute di caccia di Vittorio Emanuele II, vi era un’anima che cercava in queste montagne il silenzio e la spiritualità: la Principessa Maria Clotilde di Savoia (1843-1911).
Figlia primogenita del futuro primo Re d’Italia e di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, Maria Clotilde visse un’esistenza che fu un intreccio indissolubile tra dovere dinastico e profonda fede. Valcasotto era la sua reggia estiva, il rifugio dove poteva sfuggire alle rigide etichette di corte e dedicarsi alla preghiera e alla carità, lontana dai tumulti della politica europea.
Un sacrificio per l’Unità d’Italia
La storia di Maria Clotilde è segnata da un atto di grande abnegazione. All’età di soli 15 anni, fu data in sposa al principe Napoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte (noto come “Plon-Plon”), cugino di Napoleone III. Fu un matrimonio puramente politico, orchestrato da Cavour a Plombières per suggellare l’alleanza franco-piemontese necessaria alle guerre d’indipendenza. Nonostante l’incompatibilità caratteriale con il marito, Maria Clotilde affrontò la vita con una rassegnazione cristiana che le valse, anni dopo, l’appellativo di “Santa di Moncalieri”.
Il legame con Valcasotto
A Valcasotto, Maria Clotilde trovava l’essenzialità. È qui che emerge il contrasto affascinante della sua figura: una principessa del sangue, figlia e sorella di Re (Umberto I), che preferiva la semplicità della vita montana allo sfarzo di Parigi o Torino. La sua presenza a Valcasotto ha lasciato un’impronta di austerità e devozione che ancora si percepisce visitando la cappella reale e gli appartamenti a lei dedicati, dove le famose carte da parati francesi sembrano quasi voler portare un ricordo della sua vita oltralpe tra le aspre cime cuneesi.
Curiosità per il lettore: Maria Clotilde è stata dichiarata Serva di Dio dalla Chiesa Cattolica e la sua causa di beatificazione è tuttora in corso. Inserire questo dettaglio nel blog di ALS significa offrire al viaggiatore una chiave di lettura diversa: Valcasotto non è solo una meta turistica, ma un luogo di memoria spirituale.


Pamparato e il Gusto dell’Autenticità: Le Vere Paste di Meliga
In un mondo di sapori omologati, l’Heritage Strategist sa che il dettaglio fa la differenza. Molti confondono le Paste di Meliga con comuni biscotti di mais, ma la loro culla d’elezione è Pamparato.
Qui, la tradizione è un disciplinare non scritto ma rigorosissimo: l’uso della farina di mais (la meliga, appunto) macinata finissima e il burro di alta montagna conferiscono al biscotto una friabilità e un profumo che non hanno eguali. Questo è il “comfort food” del Monregalese, un prodotto che nasce dalla necessità contadina di utilizzare ogni risorsa del territorio e che oggi rappresenta un’eccellenza gastronomica tutelata. È il sapore che accompagna i pomeriggi dopo una sciata o una passeggiata nei boschi, meglio se intinte in un bicchiere di vino passito locale.


L’Abisso e la Storia: Grotte di Bossea e Cultura Occitana
Il viaggio nel Monregalese deve necessariamente prevedere una sosta “verticale”, ma verso il basso. Le Grotte di Bossea, situate nella Val Corsaglia, sono un capolavoro del carsismo italiano. Inaugurate al pubblico nel 1874, ospitano al loro interno il laboratorio sotterraneo del CAI e resti fossili di Ursus spelaeus. La loro imponenza architettonica naturale è un monito sulla potenza della geologia.
Parallelamente, queste valli sono state il rifugio e la culla della Cultura Occitana. Ancora oggi, in molti insediamenti, è possibile percepire l’influenza di questa identità transfrontaliera che unisce il Piemonte alla Provenza e alla Catalogna. Non è solo una questione di lingua (la lingua d’Oc), ma di un modo di intendere la vita, la musica e l’architettura rurale (i tetti in lose, le pareti in pietra a secco).
La Porta verso il Mare: Il Colle di Tenda e la Valle Roja
Qui il post diventa strategico per un’azienda di trasporti. Il Monregalese non è un vicolo cieco, ma un ponte. Il Colle di Tenda è la fessura che permette alla montagna di guardare il Mediterraneo. Percorrere la Valle Roja — con le sue ferrovie “ardite”, i viadotti che sembrano ricami d’acciaio e i borghi incastonati nella roccia — è un’esperienza che ogni passeggero di Autolinee Svizzere dovrebbe vivere. È il passaggio dai ghiacci alpini agli ulivi della Liguria e della Costa Azzurra, un viaggio nei colori e nei climi che solo questo angolo di mondo può offrire in così pochi chilometri.
Mondovì: La Città degli Studi e l’Eleganza del Tempo
Non si può comprendere il Monregalese senza sostare a Mondovì. Antica sede di una prestigiosa Università (fondata nel 1560 dal Duca Emanuele Filiberto, fu per secoli un faro culturale per tutto il Piemonte), la città conserva un’aura di intellettualità aristocratica.
Il Rione Piazza: Un salotto barocco sospeso tra le nuvole, raggiungibile con la storica funicolare, dove il tempo sembra scandito dai rintocchi della Torre Civica del Belvedere. È qui che l’Heritage si fa urbanistica.

Santuario di Vicoforte – La cupola ellittica più granda al mondo
A pochi minuti da Mondovì sorge il Santuario di Vicoforte, una tappa imprescindibile per chi viaggia con ALS. La sua cupola ellittica è la più grande del mondo: un prodigio dell’ingegneria e del barocco piemontese che lascia senza fiato. Entrare in questo tempio significa capire come la fede abbia saputo commissionare opere che sfidano le leggi della fisica, creando un punto di riferimento visivo per l’intero distretto.

Il Benessere Storico: Lurisia e Vinadio
Per chi proviene dalla Svizzera, abituato all’eccellenza termale elvetica, le Terme di Lurisia e i Bagni di Vinadio offrono una variante di benessere legata alla natura più pura.
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Le Terme di Lurisia:Qui l’acqua sgorga in un ambiente totalmente incontaminato, che dal 1940 unisce le persone che vogliono prendersi cura della propria salute. Incastonata tra le montagne, l’acqua delle Terme di Lurisia venne studiata anche da Marie Curie, per le sue carattaristiche radioattive. Oggi Le Terme di Lurisia rappresentano un eccellente alternativa naturale per la cura della persona.
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I Bagni di Vinadio: Nell’alta valle Stura, in uno dei posti più incontaminati delle Alpi Marittime, a 1320 metri di altezza si trovano le Terme e i Bagni di Vinadio. Note già in epoca romana, le proprietà terapeutiche delle acque di Bagni di Vinadio vengono descritte a partire dal Cinquecento. Con le sue terme all’interno del Forte di Vinadio, l’acqua sgorga caldissima tra le pietre della storia.
Perchè le Langhe sono un Esperienza e non solo un Viaggio?
Un Opera d’Arte della Natura e dell’Uomo nel Paesaggio Vitivinicolo
Per chi decide di fare oltre al viaggio un esperienza questa è una “deviazione necessaria”… A meno di un’ora dalle piste del Mondolè, il paesaggio muta radicalmente. Le vette aspre delle Alpi Marittime lasciano il posto alle colline pettinate dei vigneti di Barolo, Barbaresco e Nebbiolo.
Dogliani e il Dolcetto: La Porta delle Langhe Monregalesi
Il punto di contatto tra il Monregalese e le Langhe è Dogliani. Qui l’Heritage si fa sorso: il Dolcetto di Dogliani non è solo un vino, ma l’espressione di un popolo che ha saputo resistere alle lusinghe delle mode, mantenendo una produzione fiera e identitaria. Visitare le cantine storiche di Dogliani significa capire il legame tra la terra e la tavola, un valore che il cliente svizzero apprezza profondamente.
L’Alta Langa: Bosco, Nocciole e Spumante
Salendo verso l’Alta Langa, l’atmosfera cambia. I vigneti lasciano spazio ai noccioleti (la celebre Tonda Gentile delle Langhe) e ai boschi di querce dove si nasconde il Tartufo Bianco d’Alba. Qui nasce l’Alta Langa DOCG, lo spumante metodo classico che sfida le bollicine d’Oltralpe per eleganza e struttura. È un territorio più selvaggio, meno “pettinato” della bassa Langa, ma proprio per questo più autentico e vicino allo spirito alpino.
Un Triangolo di Esperienze: Neve, Storia e Buon Vino
Il Monregalese e le Langhe, non solo un viaggio, bensì un esperienza multidisciplinare:
Al Mattino: Sciata panoramica ad Artesina o Prato Nevoso con vista mare.
Al Pomeriggio: Visita alla Cupola di Vicoforte o al Castello di Valcasotto.
E alla Sera: Cena in una tipica osteria langarola, tra un tajarin al tartufo e un calice di Barolo.

Tajerin cun le Trifule
I rinomati Tajerin, o tagliatelle con il tartufo, sono una rietta che non ha uguali. Famosa in ogni dove, vanta migliaia di imitazioni, ma sono solo le Langhe che producono il tartufo esportato in tutto il mondo…
Non riusciamo a farvele assagiare in questo post, ma con piacere vi regaliamo la ricetta originale proposta da EATALY…
Road Map: Oltre le piste: una guida ai tesori del Monregalese
Per chi desidera vivere l’esperienza completa firmata Autolinee Svizzere, ecco la sintesi del nostro viaggio identitario nel Monregalese:
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Mondolè Ski: Sci panoramico e vista mare tra le vette di Prato Nevoso e Artesina.
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Valcasotto e Pamparato: Un tuffo nella storia sabauda con Maria Clotilde e il gusto autentico delle Paste di Meliga.
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Mondovì e Vicoforte: L’eleganza barocca della città alta e lo stupore della cupola ellittica più grande del mondo.
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Langhe e Valle Roja: Il passaggio finale dai vigneti UNESCO verso i riflessi del Mediterraneo.
Le domande e le risposte più frequenti per questa esperienza oltre il viaggio
Cosa vedere al Castello di Valcasotto?
Il Castello Reale di Valcasotto è una residenza sabauda nota per le stanze di Maria Clotilde di Savoia e le rare carte da parati francesi dell’Ottocento.
Dove si mangiano le vere Paste di Meliga?
Le originali Paste di Meliga artigianali si trovano a Pamparato, prodotte con farina di mais finissima e burro di montagna.
Qual è la cupola più grande del mondo?
La cupola ellittica più grande del mondo si trova al Santuario di Vicoforte, vicino a Mondovì, capolavoro del barocco piemontese.
Si vede il mare dalle piste di Prato Nevoso?
Sì, dalle vette del Mondolè Ski (Prato Nevoso e Artesina), nelle giornate limpide, è possibile scorgere il riflesso del Mar Ligure.
Cosa visitare nel Monregalese?
Le tappe principali sono Dogliani per il vino Dolcetto, l’Alta Langa per le nocciole e lo spumante, e i borghi della Valle Roja.
Perché scegliere Autolinee Svizzere per la tua settimana bianca
Viaggiare con ALS significa scegliere un approccio sostenibile e colto al turismo invernale. Partendo dal Ticino, il passeggero viene sollevato dallo stress della guida autostradale, potendo godere della trasformazione del paesaggio: dalle sponde dei laghi svizzeri alle pianure piemontesi, fino all’ascesa verso le Marittime.
È un viaggio che prepara lo spirito alla scoperta, permettendo di arrivare a destinazione con la giusta predisposizione mentale per accogliere la bellezza di luoghi come Valcasotto o Frabosa.
Quando un viaggio diventa un esperienza di vita…
Ispiriamo suggerendo idee ed itinerari, emozioni, ricercatezza ed esclusività per vigiiatori solitari e per i vostri gruppi..
















Che bravi che siete… Un bellissimo articolo sulle Alpi Marittime, non il solito “giretto” o tour enogastronomico, ma come avete detto una vera ESPERIENZA che già solo a leggerlo, immagino l’emozione di un week-end lungo con mio marito… Grazie, continuate così, siete DAVVERO BRAVI…
Siamo stati a Pratonevoso 2 settimane fa.Il posto merita davvero. Tanta tanta neve e piste ben battute… Peccato non aver saputo prima degli altri luoghi. Mi sono iscritto alla newsletter e spero che pubblichiate ancora altri post come questo. Brava Alessandra come redattrice…🤩.