Il Parco Nazionale Svizzero: L'Unica Wilderness Alpina d'Europa nei Grigioni
Oltre un secolo di natura intatta tra Engadina, Val Müstair e le Alpi Retiche — fondato il 1° agosto 1914 · Fonti verificate: Giugno 2025
Immaginate un angolo d'Europa dove nessun boscaiolo ha abbattuto un albero per oltre un secolo. Dove nessun cacciatore ha mai sparato, dove i prati non vengono falciati e i torrenti scorrono esattamente come scorrevano nell'era dei ghiacciai. Benvenuti nel Parco Nazionale Svizzero: 172 chilometri quadrati di wilderness assoluta incastonati nell'angolo più orientale dei Grigioni, tra le vette delle Alpi Retiche e il confine con l'Italia. Un luogo dove la natura ha ripreso il controllo — e dove, se avete la fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto, uno stambecco vi guarderà negli occhi senza paura dall'altra parte del sentiero.
Un Atto Visionario nel 1914: Quando la Svizzera Inventò il Parco Nazionale Alpino
Il 25 marzo 1914, nell'aula del Parlamento federale di Berna, il deputato Walter Bissegger pose ai suoi colleghi una domanda destinata a cambiare la storia della conservazione ambientale europea: «Vogliamo creare un santuario per gli animali e le piante, preservato da qualunque influenza umana, dove non sono più udibili né spari né rumori d'accetta e dove nessun animale domestico può pascolare?». Il parlamento lo seguì. Pochi mesi dopo, il 1° agosto 1914 — giorno della Festa Nazionale Svizzera — nasceva ufficialmente il Parco Nazionale Svizzero, primo parco nazionale delle Alpi e dell'intera Europa centrale.
Era un gesto straordinariamente controcorrente. Mentre in tutta Europa ferveva l'industrializzazione, mentre le strade ferrate penetravano nelle valli alpine e le segherie mordevano le antiche foreste di larici e cembri, un piccolo gruppo di naturalisti e visionari riusciva a convincere la Confederazione a sigillare per sempre uno spicchio di montagna, consegnandolo alla sola natura.
«Vogliamo creare un santuario per gli animali e le piante, preservato da qualunque influenza umana, dove non sono più udibili né spari né rumori d'accetta.»— Deputato Walter Bissegger, Parlamento Federale Svizzero, 25 marzo 1914
I nomi dei fondatori meritano di essere ricordati: Fritz e Paul Sarasin , cugini basilesi e naturalisti di fama internazionale, il botanico Carl Schröter del Politecnico di Zurigo e l'engadinese Steivan Brunies di Cinuos-che, che sarebbe diventato il primo sovrintendente del Parco. Erano loro che, attorno al 1909, avevano fondato la Lega svizzera per la protezione della natura — antesignana di Pro Natura — con l'obiettivo preciso di riservare un lembo di Alpi all'evoluzione spontanea. La scelta era caduta sulla Val Cluozza, nei pressi di Zernez, in Bassa Engadina: una valle aspra e remota dove già allora gli ungulati erano quasi scomparsi per la pressione venatoria.
Il Territorio: Dalle Foreste di Larice ai Ghiaioni del Piz Pisoc
Il Parco Nazionale Svizzero occupa l'angolo più sud-orientale della Confederazione, nel quadrilatero compreso tra Zernez a ovest, S-chanf a sud-ovest, Scuol a nord-est e il Passo del Fuorn (Ofenpass) sul confine meridionale con la Val Müstair. La sua superficie attuale è di circa 172 km² — un'area paragonabile al Principato del Liechtenstein — e si estende in quota da 1.400 metri sul fondovalle del torrente Clemgia, presso Scuol, fino ai 3.174 metri del Piz PisocPiz Pisoc (3.174 m) — La vetta più alta del Parco Nazionale Svizzero, nelle Alpi Retiche Occidentali. Dal suo crinale si apre un panorama che abbraccia Engadina, Val Müstair e le catene dolomitiche italiane dello Stelvio..
Geologicamente, il Parco si inserisce nel dominio delle Alpi Retiche, con rocce prevalentemente cristalline, calcari e dolomie che danno origine ai caratteristici ghiaioni biancastri visibili sui versanti più elevati. I larici — che in autunno tingono di oro bruciato le pendici — dominano la fascia sub-alpina insieme ai pini cembri e agli abeti rossi. Più in alto, oltre il limite del bosco, si apre la tundra alpina con le sue praterie d'alta quota, le rocce nude e i piccoli specchi lacustri alimentati dai nevai residui.
La Val Trupchun — una stretta valle laterale che si apre verso sud nella piana dell'Inn — è considerata una delle zone più ricche di fauna selvatica d'Europa. Qui, nelle ore crepuscolari di settembre e ottobre, si assiste all'urlo dei cervi maschi durante il bramito: un concerto naturale di potenza ancestrale che richiama visitatori da tutto il continente.
Un altro gioiello geografico è l'altopiano lacustre di Macun, aggiunto al Parco nel 2000: un circo glaciale a 2.600 metri di quota che custodisce oltre venti laghetti alpini di cristallo, raggiungibili solo con una lunga escursione da Lavin.
Il clima dell'Engadina è quello tipico della media montagna alpina continentale: inverni rigidi e nevosi, estati brevi ma soleggiate, con irradiazione solare eccezionale e bassa umidità. Questo regime climatico — asciutto e freddo — è uno dei motivi per cui alcune specie vegetali qui trovano il loro limite più settentrionale, mentre altre riescono a insediarsi a quote impensabili altrove. Le farfalle, ad esempio, sono oggi osservate 400 metri più in alto rispetto a cento anni fa: un campanello d'allarme per il cambiamento climatico che i ricercatori del Parco monitorano con scrupolo scientifico.
Parco Naturale Beverin: Laghi e Alpeggi nel Silenzio dei Grigioni — Il Parco Naturale Beverin non è solo un’area protetta; è un paesaggio culturale vivente. Il suo simbolo, il maestoso Piz Beverin, veglia su valli dove la cultura Walser, con le sue tradizioni secolari, è ancora tangibile. Qui, la natura e l’uomo convivono in un equilibrio perfetto, offrendo al visitatore un’esperienza profonda e genuina.
Salendo di quota, gli alpeggi del Parco Beverin si aprono in un trionfo di verdi pascoli, punteggiati da caratteristici rustici in legno. In estate, questi sono regni di attività: è possibile incontrare i malgari al lavoro e, con un po’ di fortuna, assaggiare il formaggio d’alpeggio prodotto proprio lì, un sapore intenso e autentico che racconta il territorio.
La Fauna Ritrovata: Stambecchi, Gipeti e l'Orso che è Tornato
Prima dell'istituzione del Parco, le Alpi orientali svizzere erano state spogliate di quasi tutta la loro megafauna. Il cervo era stato sterminato nella regione verso la metà del XIX secolo. Lo stambecco era scomparso dai Grigioni già nel 1650. Il gipeto barbuto, la lince, il lupo e l'orso erano stati eliminati a fucilate nel corso dei secoli precedenti. E proprio in quello che oggi è il cuore del Parco, il 1° settembre 1904 veniva abbattuto l'ultimo esemplare d'orso svizzero.
Dopo più di un secolo di protezione assoluta, il quadro è radicalmente cambiato. Oggi il Parco ospita una delle popolazioni di ungulati selvatici più dense e visibili d'Europa.
Il Cervo — Signore della Val Trupchun
Il cervo nobile (Cervus elaphus) è la specie di ungulato più grande del Parco. Cinquant'anni dopo la sua estinzione locale, si reinsediò spontaneamente immigrando dai boschi italiani dello Stelvio. Oggi migliaia di esemplari popolano le vallate del Parco, e la Val Trupchun in settembre diventa il teatro del bramito autunnale: i maschi dominanti, con palchi che possono superare il metro d'apertura, si sfidano in duelli vocali e fisici di straordinaria intensità.
Lo Stambecco — Il Ritorno dall'Oblio
Lo stambecco alpino (Capra ibex) è forse l'animale simbolo del Parco Nazionale. Scomparso dai Grigioni nel 1650, tornò negli anni Venti del Novecento grazie a un prestito scientifico di enorme significato: il comune di Zernez ottenne un gruppo di animali dal Parco Nazionale del Gran Paradiso in Valle d'Aosta — l'unico luogo dove la specie era sopravvissuta in Europa. Fu un esempio precoce e straordinario di collaborazione transfrontaliera per la conservazione. Oggi nel Parco e nelle sue zone limitrofe vivono centinaia di stambecchi; i maschi adulti, riconoscibili per le enormi corna ricurve, sono spesso avvistabili sulle creste soleggiate della Fuorcla Trupchun e di Margunet.
Il Gipeto Barbuto — Il Grande Rapace dei Cieli Alpini
Con un'apertura alare che può toccare i 2,8 metri, il gipeto barbuto (Gypaetus barbatus) è il più grande rapace delle Alpi. Estinto in Svizzera nel XIX secolo per persecuzione diretta — veniva erroneamente accusato di predare i bambini — è stato reintrodotto nell'arco alpino a partire dagli anni Ottanta attraverso un programma europeo coordinato. Oggi sorvola regolarmente i cieli del Parco: vederlo planare lungo le creste di Margunet o Mot Tavrü, con le ali immobili e il sole che illumina il suo petto rugginoso, è un'esperienza che chi ama la montagna non dimentica.
Marmotte, Camosci e la Lince Elusiva
Lungo i sentieri del Parco, l'avvistamento di marmotte è garantito quasi a ogni escursione tra giugno e settembre: i loro fischi d'allarme risuonano tra i massi della Val da Stabelchod e dell'Alp Grimmels. I camosci abitano le pareti rocciose sopra il limite del bosco, agili e quasi sfidanti nella loro capacità di muoversi su terreni che sembrano inaccessibili. La lince eurasiatica (Lynx lynx), reintrodotta nel Canton Grigioni negli anni Settanta, è invece il fantasma del Parco: presente ma quasi impossibile da osservare, rivela la sua esistenza solo attraverso le impronte nella neve e le uccisioni di caprioli nelle foreste di larice.
La Flora: Stelle Alpine, Stelle Rosse e Foreste Primordiali
In oltre un secolo di non-intervento, la vegetazione del Parco ha subito trasformazioni visibili e scientificamente documentate. Le foreste di pino silvestre, larice e pino cembro — devastate dal pascolo eccessivo e dal taglio sistematico prima del 1914 — si sono lentamente riappropriate dei versanti, espandendosi verso quote sempre più elevate. La biomassa legnosa è più che raddoppiata, e gli alberi morti in piedi o abbattuti dal vento — che altrove verrebbero immediatamente rimossi — qui rimangono dove cadono, diventando habitat fondamentale per picchi, insetti xilofagi, muschi e funghi.
Tra le specie più iconiche che un visitatore attento può incontrare lungo i sentieri:
- Stella alpina (Leontopodium alpinum) — il fiore simbolo delle Alpi, protetto all'interno del Parco come ovunque in Svizzera, fiorisce su prati rocciosi tra luglio e agosto.
- Camedrio alpino (Dryas octopetala) — arbusto a portamento strisciante che tappezza i pascoli più aridi con le sue foglie coriacee e i fiori bianchi dalla corolla ampia; è tra le piante più abbondanti del Parco.
- Anemone pulsatilla — uno dei primi fiori ad apparire dopo lo scioglimento della neve, con i suoi petali violacei e il centro giallo saturo.
- Pino cembro (Pinus cembra) — albero longevo e maestoso, strettamente legato alla sopravvivenza della Nucifraga caryocatactes (nocciolaia), l'uccello che ne dissemina i semi sotterrandoli come riserva invernale. Senza l'una non sopravvive l'altro: un esempio di simbiosi evolutiva che nel Parco si osserva nella sua forma più pura.
- Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum) — tinge di rosa elettrico le pendici calcaree in giugno, creando paesaggi di rara bellezza cromatica.
UNESCO, Diploma Europeo e Categoria IUCN Ia: Il Parco più Protetto d'Europa
Il Parco Nazionale Svizzero non è semplicemente un'area protetta: è la riserva naturale con il grado di tutela più elevato in tutta Europa. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) lo classifica in Categoria Ia — «riserva naturale integrale» — il massimo livello possibile, riservato ai soli luoghi dove la natura è completamente libera dall'interferenza umana e dove la visita è consentita solo a scopo scientifico o come eccezione controllata.
Dal 1967 il Parco è insignito del Diploma europeo delle aree protette del Consiglio d'Europa, riconoscimento rinnovato periodicamente che attesta il mantenimento degli standard di protezione più severi. Nel 1979 l'UNESCO lo ha riconosciuto come Riserva della Biosfera, e dal 2010 il Parco forma insieme alla Val Müstair e ad alcune parti del comune di Scuol la Riserva della Biosfera UNESCO Engiadina Val Müstair, un modello di coesistenza tra protezione integrale e sviluppo sostenibile. Dal 2021, infine, il sito è iscritto nella Lista Verde delle aree protette e conservate dell'IUCN.
- È vietato abbandonare i sentieri segnalati (100 km di percorsi ufficiali).
- È vietato raccogliere qualsiasi elemento naturale: fiori, piante, rocce, funghi.
- È vietato campeggiare, accendere fuochi, fare il bagno nei torrenti.
- I cani non sono ammessi.
- Non si può cacciare, tagliare alberi o falciare prati.
- I guardiaparco sono autorizzati a comminare multe.
- Unica eccezione: il rifugio Chamanna Cluozza, aperto da metà giugno a ottobre, accessibile dopo 4 ore di cammino da Zernez.
I Sentieri Imperdibili: Dalla Val Cluozza ai Laghi di Macun
Il Parco dispone di una rete di 100 chilometri di sentieri escursionistici segnalati, articolati in 21 itinerari di diversa difficoltà. Due di essi sono classificati come itinerari alpini (bianco-blu-bianco), riservati a escursionisti esperti e attrezzati. Di seguito i percorsi più significativi, ognuno capace di offrire un'esperienza diversa della wilderness engadinese.
Sentiero naturalistico Stabelchod/Margunet — Il Classico per Eccellenza
L'itinerario più celebre e frequentato del Parco parte dal parcheggio Il Fuorn, sul Passo del Fuorn, e sale attraverso la Val da Stabelchod — un mosaico di boschi di larice, praterie alpine e zone umide — fino all'ampia terrazza panoramica di Margunet (2.328 m). Da qui la vista spazia sull'intera cresta delle Alpi Retiche, e con un po' di fortuna si può osservare il gipeto planare a poca distanza. Il percorso circolare scende poi attraverso la Val dal Botsch. Dislivello circa 650 m, tempo medio 3-4 ore, difficoltà: media.
Val Trupchun — Il Regno del Cervo
Questa valle laterale dell'Inn, raggiungibile da S-chanf, è forse il luogo migliore in Europa per osservare il cervo in libertà, specialmente durante il bramito autunnale di settembre e ottobre. Il fondo valle pianeggiante permette di avanzare silenziosamente e di posizionarsi ai bordi dei prati aperti dove i maschi dominanti conducono il loro imponente rito riproduttivo. L'escursione è di tipo escursionistico base, adatta a famiglie con bambini più grandi.
Val Cluozza e la Chamanna Cluozza — Nel Cuore della Wilderness
Partendo da Zernez e passando accanto alla lapide commemorativa dedicata a Paul Sarasin — il fondatore del Parco — il sentiero n. 7 risale la selvaggia Val Cluozza attraverso gole spettacolari e luminosi boschi montani fino al rifugio Chamanna Cluozza (1.882 m), l'unico punto di pernottamento all'interno del Parco. Chi trascorre una notte qui sperimenta il silenzio assoluto delle Alpi orientali svizzere: un silenzio rotto solo dagli strepiti delle marmotte all'alba e dal sibilo del vento tra i cembri.
Altopiano dei Laghi di Macun — Il Segreto Meglio Custodito
Aggiunto al Parco nel 2000, il circo glaciale di Macun (2.600 m) è raggiungibile da Lavin con un'ascesa impegnativa di circa 1.200 metri di dislivello. La ricompensa è un paesaggio lunare e commovente: oltre venti laghi alpini di diverse tonalità di azzurro, circondati da rocce antiche di milioni di anni e fiori alpini che sbocciano in piena estate su prati ancora umidi di neve. Un luogo che quasi nessuno conosce, anche tra gli appassionati di montagna svizzera.
Zernez: Il Villaggio alle Porte della Wilderness
Zernez è il principale punto d'accesso al Parco e una delle piccole comunità più affascinanti dell'Engadina. Il paese si sviluppa attorno al Castello Planta-Wildenberg, un maniero medievale del XII-XIII secolo che custodisce oggi la sede amministrativa del Parco e un auditorium utilizzato per conferenze e proiezioni. Intorno al castello si stringono le tipiche case engadinesi con i loro sgrafitti — decorazioni parietali graffite a stucco che raccontano miti, scene di caccia e simboli locali — e i loggiati di granito grigio che la luce obliqua dell'Engadina trasforma in opere di scultura naturale.
Il Centro del Parco Nazionale (Urtatsch 2, Zernez) è stato completamente rinnovato nel 2008 e costituisce oggi uno dei migliori musei di interpretazione naturalistica delle Alpi. L'esposizione permanente — organizzata in quattro ambienti tematici — introduce il visitatore ai processi naturali del Parco attraverso installazioni interattive, video immersivi e collezioni zoologiche di alto livello. Ogni anno viene allestita una mostra temporanea su un tema specifico. Il Centro è aperto da metà maggio a fine ottobre, tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:00; in inverno gli orari sono ridotti.
| Indirizzo | Centro del Parco Nazionale — Urtatsch 2, 7530 Zernez |
| Telefono | +41 81 851 41 41 |
| info@nationalpark.ch | |
| Apertura estiva | Metà maggio — fine ottobre: tutti i giorni 8:30–18:00 |
| Apertura invernale | Orari ridotti — verificare sul sito ufficiale |
| In treno | Ferrovia Retica, fermata Zernez Staziun — 10 min a piedi dal Centro |
| In auto da Lugano | circa 2h30 via Maloja o via Bellinzona–Coira–Zernez |
| In auto da Milano | circa 3h via Tirano–Bernina o via Livigno |
| Sito ufficiale | nationalpark.ch |
Il Dialogo con lo Stelvio: Una Frontiera Permeabile per la Fauna
Il Parco Nazionale Svizzero confina direttamente con il Parco Nazionale dello Stelvio in Italia — la più grande area protetta delle Alpi italiane. Questo continuum protetto tra due stati non è solo un fatto geografico: è un corridoio ecologico vitale attraverso il quale cervi, stambecchi, orsi e lupi si spostano liberamente seguendo le stagioni e le disponibilità alimentari. La cooperazione tra i due parchi, nell'ambito della Rete delle Aree Protette Alpine ALPARC, ha permesso di coordinare strategie di monitoraggio e di gestione della fauna transfrontaliera.
È proprio attraverso questo corridoio che gli stambecchi dei Grigioni erano stati «presi in prestito» negli anni Venti dal Gran Paradiso valdostano per ripopolare le montagne svizzere rimaste vuote. E sempre attraverso di esso sono tornati, negli ultimi anni, il lupo e l'orso — simboli di una riconciliazione tra uomo e natura selvaggia che sembrava impossibile appena qualche decennio fa.
Quando Visitare il Parco Nazionale Svizzero: Stagioni e Momenti Magici
Ogni stagione regala un'esperienza diversa e irripetibile nel Parco. Ecco una guida ai momenti migliori in funzione di ciò che si desidera vedere e vivere.
Giugno — Il Risveglio dei Prati
Con la fusione dei nevai residui, i prati alpini esplodono di colori: anemoni, pulsatille, ranuncoli di montagna e i primi rododendri. Le marmotte sono attivissime dopo il letargo, e i cuccioli nati in primavera iniziano a esplorare con la loro buffa goffaggine. L'aria è ancora fresca e i sentieri sgombri dalla folla.
Luglio e Agosto — Alta Estate, Alta Quota
Il periodo di punta per l'escursionismo: tutti i sentieri sono praticabili, la stella alpina sboccia sui prati rocciosi, e gli stambecchi si spostano verso le zone più fresche e ventilate delle creste. Gli itinerari alpini bianchi-blu-bianchi sono accessibili ai camminatori esperti. Il caldo spinge la fauna verso quote più elevate nelle ore centrali della giornata: le escursioni all'alba o al tramonto offrono le opportunità migliori per gli avvistamenti.
Settembre e Ottobre — Il Bramito e la Magia dei Larici
Probabilmente il momento più straordinario del calendario naturale del Parco. In settembre i cervi maschi entrano in calore e il bramito risuona nelle valli con un'intensità quasi fisica. I larici, unici conifere a perdere gli aghi, tingono i boschi di un oro intenso che trasforma il paesaggio in un quadro fiammingo. Le giornate si accorciano, le notti diventano fredde, e il Parco raggiunge una bellezza solenne e malinconica di grande potenza emotiva.
Inverno e Primavera — La Quiete e la Ricerca
In inverno il Parco chiude ufficialmente i sentieri all'escursionismo libero, e l'accesso è limitato. Ma la stagione invernale ha il suo fascino austero: le tracce degli animali nella neve — zampe di lince, impronte di volpe, la lunga sequenza delle capriole di una lepre — sono la scrittura segreta di un mondo che continua a vivere in piena autonomia. I ricercatori del Parco proseguono il monitoraggio durante tutto l'anno.
Itinerario in Quattro Giorni: Dal Lago di Como al Cuore dei Grigioni
Questo itinerario è progettato per gruppi che partono dalla Svizzera italiana o dalla Lombardia e desiderano esplorare il Parco Nazionale Svizzero in profondità, combinando l'escursionismo con la cultura engadinese e retica. Distanze e tempi di percorrenza in autobus fanno riferimento a condizioni normali di traffico.
Bellinzona / Lugano → Zernez
- Partenza mattutina da Bellinzona o Lugano
- Arrivo a Zernez via Coira (circa 2h30)
- Visita al Centro del Parco Nazionale: esposizione permanente + mostra stagionale
- Passeggiata nel borgo medievale: castello Planta-Wildenberg e case con sgrafitti
- Pernottamento a Zernez o nei dintorni
Sentiero Stabelchod/Margunet + Val Cluozza
- Mattino: escursione circolare Stabelchod–Margunet (3-4 ore, media difficoltà)
- Osservazione gipeti e stambecchi dalla terrazza panoramica di Margunet (2.328 m)
- Pranzo al sacco nei pressi dell'Hotel Il Fuorn
- Pomeriggio: breve escursione all'imbocco della Val Cluozza
- Cena tipica engadinese: zuppa di legumi, maluns, capuns
Val Trupchun + S-chanf
- Mattino presto: escursione in Val Trupchun da S-chanf (2h A/R facile)
- Osservazione cervi (settembre: bramito), marmotte, aquile reali
- Visita al borgo di S-chanf: architettura rurale retica autentica
- Pomeriggio: escursione libera o visita alla vicina S-chanf con le sue fontane e gli affreschi
- Sera: rientro a Zernez o spostamento a Scuol
Val Müstair + Monastero di San Giovanni → Rientro
- Mattino: Val Müstair attraverso il Passo del Fuorn (30 min da Zernez)
- Visita al Monastero benedettino di San Giovanni Battista a Müstair — Patrimonio UNESCO con affreschi carolingi del IX secolo
- Visita al Centro della Riserva di Biosfera UNESCO Engiadina Val Müstair
- Rientro verso Bellinzona/Lugano via Passo del Bernina o via Tirano
| Lugano → Zernez | ~230 km · ~2h30 (via Bellinzona–Coira–Davos–Zernez o via Maloja) |
| Bellinzona → Zernez | ~210 km · ~2h20 (via San Bernardino–Coira–Thusis–Zernez) |
| Milano → Zernez | ~300 km · ~3h00 (via Tirano–Bernina oppure via Livigno) |
| Zernez → Val Müstair | ~30 km · ~30 min (via Passo del Fuorn / Ofenpass) |
| Zernez → S-chanf | ~18 km · ~20 min |
| Zernez → Scuol | ~25 km · ~25 min |
Accesso in treno: la Ferrovia Retica (RhB) collega Coira a Zernez con cambio a Samedan. Da Tirano il Trenino del Bernina raggiunge St. Moritz, da dove si prosegue per Zernez. Fermate lungo il percorso del Parco: S-chanf, Zernez.
Raggiungete il Parco Nazionale Svizzero con il Vostro Gruppo
Un viaggio nel cuore della wilderness alpina merita una logistica all'altezza. Con Autolinee Svizzere potete raggiungere Zernez e i sentieri del Parco comodamente a bordo di un autobus, minibus o minivan con autista dedicato — senza pensieri di parcheggio, senza limiti di capienza, con la libertà di scegliere gli orari più adatti all'osservazione della fauna. Ideale per gruppi scolastici, associazioni naturalistiche, club escursionistici e aziende.
Richiedi un Preventivo GratuitoDomande Frequenti sul Parco Nazionale Svizzero
Il Parco Nazionale Svizzero è stato fondato il 1° agosto 1914, primo parco nazionale delle Alpi e dell'intera Europa centrale. È unico perché è l'unica area protetta di Categoria Ia (riserva naturale integrale secondo la classificazione IUCN) in tutta la catena alpina: qui la natura è lasciata libera da qualsiasi intervento umano da oltre un secolo, il che lo rende uno dei laboratori ecologici a lungo termine più importanti d'Europa.
Il Parco si trova nel Canton Grigioni, nell'angolo sud-orientale della Svizzera, in Engadina, tra i comuni di Zernez, S-chanf, Scuol e Val Müstair. Dall'Italia si raggiunge comodamente da nord via Tirano e Passo del Bernina (circa 3 ore da Milano) o da ovest via Chiavenna e Passo del Maloja. Il principale centro di accesso è Zernez, servita anche dalla Ferrovia Retica (RhB).
Il Parco ospita una fauna alpina straordinariamente ricca: cervi, stambecchi, camosci, marmotte, volpi, ermellini, lepri alpine, scoiattoli. Tra i rapaci spiccano il gipeto barbuto (apertura alare fino a 2,8 m), l'aquila reale e numerose specie di falchi. La lince eurasiatica è presente ma elusiva. L'orso bruno ha fatto ritorno spontaneo nel 2005. I luoghi migliori per gli avvistamenti sono la Val Trupchun per i cervi (specialmente in settembre durante il bramito), Margunet e Fuorcla Trupchun per gli stambecchi, Alp Stabelchod per le marmotte.
No, il campeggio è severamente vietato all'interno del Parco Nazionale Svizzero. Sono vietati anche i fuochi all'aperto e il bagno nei corsi d'acqua. I cani non sono ammessi. L'unica possibilità di pernottamento all'interno del Parco è la Chamanna Cluozza (rifugio alpino a 1.882 m, aperto da metà giugno a ottobre), raggiungibile dopo circa 4 ore di cammino da Zernez. È consentito consumare pasti sui sentieri segnalati, ma è vietato accendere fuochi.
Il Parco è visitabile da giugno a ottobre. Il periodo giugno-luglio è ideale per la fioritura alpina e l'osservazione delle marmotte. Luglio e agosto sono i mesi per le escursioni in alta quota. Settembre e ottobre offrono lo spettacolo irripetibile del bramito del cervo e i colori autunnali dei larici — considerato da molti il momento più bello dell'intero anno. In inverno l'accesso escursionistico è limitato, ma il paesaggio innevato conserva il suo fascino austero. L'ingresso al Parco è sempre gratuito.
Il sentiero naturalistico Stabelchod/Margunet è considerato il percorso più iconico: partendo dall'Hotel Il Fuorn risale la Val da Stabelchod fino al panoramico Margunet (2.328 m), da dove si domina l'intera catena delle Alpi Retiche. È adatto a escursionisti di media preparazione (dislivello circa 650 m, 3-4 ore). Per la fauna, l'escursione in Val Trupchun da S-chanf è imperdibile in settembre. Per gli alpinisti esperti, l'altopiano dei laghi di Macun da Lavin è la meta più selvaggia e appartata del Parco.
Sì. Dal 2010 il Parco Nazionale Svizzero fa parte, insieme alla Val Müstair e a porzioni del comune di Scuol, della Riserva della Biosfera UNESCO Engiadina Val Müstair. Già nel 1979 l'UNESCO lo aveva riconosciuto come Riserva della Biosfera. Dal 1967 è insignito del Diploma europeo delle aree protette del Consiglio d'Europa, e dal 2021 è iscritto nella Lista Verde IUCN delle aree protette e conservate.
Per i gruppi (scolastici, associazioni, aziende) la soluzione più comoda è il noleggio di un autobus, minibus o minivan con autista che porta direttamente a Zernez o alle entrate del Parco prescelte, senza preoccupazioni di parcheggio e con la libertà di scegliere gli orari migliori per gli avvistamenti faunistici. Prima di partire è consigliabile visitare il Centro del Parco Nazionale a Zernez (Urtatsch 2, tel. +41 81 851 41 41) aperto da metà maggio a fine ottobre tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:00. Il Parco offre escursioni guidate con i guardaparco prenotabili su nationalpark.ch.
Fonti e Bibliografia
- Sito ufficiale del Parco Nazionale Svizzero — nationalpark.ch (consultato giugno 2025)
- Ufficio federale dell'ambiente BAFU — Parco nazionale svizzero, admin.ch (consultato giugno 2025)
- Wikipedia italiano — Parco nazionale svizzero (consultato giugno 2025)
- SWI swissinfo.ch — Il più grande laboratorio all'aria aperta della Svizzera, 2014
- House of Switzerland — Parco nazionale svizzero: natura senza riserve, 2021
- Grigioni Vacanze — Parco Nazionale Svizzero, graubuenden.ch
- parks.swiss — Panoramica Parco Nazionale Svizzero
- globalnationalparks.com — Parco Nazionale Svizzero nelle Alpi Retiche, 2025
- UNESCO — Val Müstair - Parc Naziunal Biosphere Reserve, unesco.org
- Kupper P. — Wildnis schaffen: Eine transnationale Geschichte des Schweizerischen Nationalparks, Haupt Verlag, Berna 2012













