C'è una strada che non compare quasi mai nelle guide turistiche mainstream, eppure per secoli è stata una delle arterie più trafficate d'Europa. Una via che i Romani e i mercanti medievali percorsero su lastroni di pietra carichi di sete orientali e spezie rare, che Napoleone scelse per sorprendere gli Austriaci prima della battaglia di Marengo. Una strada che unisce il cuore della Lombardia al cuore della Rezia, che scavalca le Alpi non con la prepotenza del Gottardo ma con la discrezione di chi conosce i segreti della montagna. Questa strada si chiama Via Spluga, e la sua storia dura da duemila anni.
Dal lungolago di Chiavenna — dove le acque del Mera si gettano nel lago di Como e l'aria sa ancora di pietra calcarea e vino delle cantine rupestri — fino ai campanili retici di Coira, la città più antica della Svizzera, la Via Spluga è un filo d'oro teso attraverso tre culture, due lingue, un paesaggio che cambia faccia chilometro dopo chilometro. Percorrerla oggi significa sovrapporre gli strati di storia come pagine di un libro antico: sotto la strada asfaltata c'è il selciato romano, sotto il selciato c'è la traccia di cacciatori del Neolitico.
Non si tratta solo di una dedica celebrativa: formule come viam restituit compaiono spesso nell’epigrafia romana per indicare il ripristino o la manutenzione di una strada. In un valico come lo Spluga, ciò significa evocare un mondo in cui le Alpi non erano soltanto una barriera naturale, ma un corridoio vitale di commerci, uomini, animali e idee, sotto la protezione – e il controllo – dell’Impero.
Le Origini Romane: Quando lo Spluga Era una Frontiera dell’Impero
I Romani conoscevano il Passo dello Spluga — i cui 2.115 metri di quota lo rendevano uno dei valichi alpini più alti e impegnativi della loro rete stradale — almeno dal I secolo d.C. Lo chiamavano Summum Poeninum nei documenti più antichi, confondendolo talvolta con il Gran San Bernardo, ma le milliarie (le pietre miliari) ritrovate nella zona di Chiavenna e lungo la Val Chiavenna parlano chiaro: qui passava la Via Regia, la strada imperiale che collegava Mediolanum (Milano) alla provincia della Raetia Prima, con capitale Curia Raetorum — l'odierna Coira.
Il dominio romano sullo Spluga durò fino al V secolo, quando le invasioni barbariche frammentarono la rete stradale imperiale. Ma la strada sopravvisse alla caduta di Roma perché sopravvisse il commercio: e il commercio non ha mai smesso di cercare la via più breve tra il Mediterraneo e il Nord.
Il Medioevo: Sete, Spezie e il Rumore dei Muli sulla Pietra
Nel Medioevo la Via Spluga conobbe la sua stagione d'oro. Chiavenna — città chiave già nel nome, dal latino Clavenna, "chiave" — era il crocevia dove le merci provenienti da Venezia, Milano e Genova si imbarcavano sui muli per affrontare la salita verso il passo. Le mulattiere alpine erano la logistica del mondo medievale, e i muletieri (i corrieri come venivano chiamati localmente) erano figure di grande importanza economica e sociale.
Lungo la via transitavano:
- Sete orientali arrivate a Venezia via Costantinopoli e destinate ai mercati di Costanza, Augusta e Colonia
- Spezie — pepe, zafferano, cannella — indispensabili per la conservazione dei cibi nel Nord Europa
- Ferro lombardo lavorato a Milano e Brescia, diretto alle officine renane
- Panni di lana fiamminghi e tedeschi in direzione contraria, verso i mercati italiani
- Ambra baltica — il lusso del Nord — che scendeva verso Roma e Napoli
Le corporazioni dei mercanti che usavano la Via Spluga erano organizzate in associazioni potenti, con propri statuti e privilegi concessi dagli imperatori del Sacro Romano Impero. La città di Chiavenna ottenne numerosi privilegi di transito che le garantivano il diritto esclusivo di sdoganare e pesare le merci prima del passo — una fonte di ricchezza straordinaria che plasmò l'architettura della città, le sue chiese romaniche, i suoi palazzi rinascimentali.

Gli Ospizi Alpini: La Carità come Infrastruttura
Nessuna via di passo medievale funzionava senza la rete degli ospizi, le strutture di accoglienza gestite da ordini religiosi che offrivano rifugio, cibo e assistenza ai viandanti bloccati dalla neve o in difficoltà per la quota. Lo Spluga non faceva eccezione.
In cima al passo esisteva già nell'XI secolo un ospizio di origine benedettina, successivamente passato sotto la gestione dei canonici di Sant'Agostino. La struttura era dotata di un refettorio, dormitori separati per uomini e donne, una stalla per i muli e una piccola chiesa con campana — la cui voce serviva da segnale acustico per i viandanti persi nella nebbia o nella tormenta.
Sul versante italiano, il villaggio di Campodolcino — a 1.070 metri, poco prima dell'ascesa finale — era il punto di sosta obbligato. Il suo nome suggerisce un paradosso: in mezzo a queste montagne aspre, qualcuno aveva trovato un campo dolce, un luogo riparato dove fermarsi e riprendere fiato prima dello sforzo maggiore. Ancora oggi Campodolcino conserva alcune delle case in pietra più belle della Valchiavenna.
Napoleone e lo Spluga: Il Coup de Théâtre che Cambiò la Storia
Nel maggio del 1800, Napoleone Bonaparte aveva bisogno di sorprendere gli Austriaci che controllavano la pianura padana. La mossa classica — attraversare le Alpi dal Gottardo o dal Sempione, le vie più battute — era troppo prevedibile. Bonaparte scelse lo Spluga, meno noto e meno sorvegliato, per far passare parte delle sue truppe mentre lui stesso attraversava il Gran San Bernardo con il grosso dell'armata.
Il passaggio napoleonico ebbe un effetto indiretto di enorme importanza per la Via Spluga: spinse le autorità francesi prima, e quelle austriache poi, a modernizzare la strada. Tra il 1818 e il 1823 fu costruita la nuova Strada Regia dello Spluga, un'opera di ingegneria stradale che per i suoi tempi era straordinaria: gallerie, ponti in pietra, tornanti progettati per i carri pesanti. Fu questa strada — non la mulattiera medievale — a segnare il massimo splendore commerciale della Via Spluga nell'Ottocento, prima che l'apertura del traforo ferroviario del Gottardo (1882) spostasse definitivamente i traffici verso la concorrente.

Chiavenna: La Città Chiave della Via Spluga
Chi vuole capire la Via Spluga deve iniziare da Chiavenna — e Chiavenna si capisce solo alzando gli occhi verso i colli che la sovrastano, dove i resti del Castello di Paradiso e del Castello di Piattamala ricordano che questa era una città militare prima ancora di essere una città mercantile.
Ma la vera anima di Chiavenna non è nei castelli. È nei crotti : le cantine naturali scavate nella roccia, dove correnti d'aria fredda mantengono una temperatura costante di 6-8°C tutto l'anno, ideale per stagionare i salumi, il violino di capra (specialità locale, una coscia di capra stagionata) e soprattutto il Bitto — il formaggio della Valtellina che i mercanti caricavano sui muli insieme alle sete e alle spezie.
La Collegiata di San Lorenzo, con il suo battistero romanico dell'XI secolo e il magnifico fonte battesimale del 1158 (opera di un maestro comacino di straordinaria abilità), è il monumento più importante della città. Ma non si può lasciare Chiavenna senza visitare il Museo del Tesoro annesso alla Collegiata: qui sono conservati pezzi di oreficeria medievale — paci, reliquiari, calici — che testimoniano la ricchezza accumulata grazie al commercio di transito.
La Via Mala e i Grigioni: Il Versante Svizzero della Storia
Superato il Passo dello Spluga (2.115 m), la strada scende verso il villaggio omonimo di Splügen — un gioiello di architettura alpina grigionese, con le sue case in pietra dai tetti a spiovente pronunciato, i balconi in legno scuro, la piazza centrale dove ancora oggi si respira l'aria di un borgo che visse di commercio e di ospitalità. Splügen è uno dei borghi più belli dei Grigioni, e la sua conservazione è quasi miracolosa.
Da Splügen in poi, la via entra nel territorio dei Grigioni — il cantone più grande della Svizzera, e il più plurilingue: romancio, tedesco e italiano convivono qui in una cultura che non assomiglia a nessun'altra. La strada scende verso Thusis, poi affronta la Via Mala, la gola che i cartografi medievali marcavano con un semplice avvertimento: hic periculosum — "qui è pericoloso".
Oggi la Via Mala è percorribile a piedi su una serie di passerelle e gallerie scavate nella roccia, con viste vertiginose sul fondovalle. È una delle escursioni più drammatiche e suggestive di tutta la Svizzera, ed è abbastanza sonosciuta, il che la rende ancora più preziosa.
La tappa finale è Coira (Chur in tedesco, Cuera in romancio): la città più antica della Svizzera, con oltre 5.000 anni di storia documentata. La cattedrale romanico-gotica, le stradine del centro storico, il Museo Retico con i suoi reperti preistorici, romani e medievali — Coira è un condensato di storia europea che pochi turisti italiani hanno mai esplorato.
Itinerario Culturale: Da Chiavenna a Coira in Due Giorni
| Tappa | Luogo | Da non perdere | Distanza da Bellinzona |
|---|---|---|---|
| 1 | Chiavenna (CO) | Duomo di San Lorenzo, Battistero XI sec., Crotti, Museo del Tesoro, Castello di Paradiso | ~70 km (1h) |
| 2 | Campodolcino | Centro storico, architettura alpina lombarda, partenza sentieri Via Spluga trekking | ~85 km |
| 3 | Madesimo | Cascata dell'Acquafraggia (UNESCO candidata), Museo della Via Spluga | ~95 km |
| 4 | Passo dello Spluga (2.115 m) | Lago di Montespluga, sito dell'antico ospizio, panorama 360° | ~105 km |
| 5 | Splügen (CH) | Centro storico grigionese, casa museo del commercio, chiesa riformata | ~115 km |
| 6 | Via Mala — Thusis | Gola della Via Mala (passerelle e gallerie), Castello di Hohenrätien | ~140 km |
| 7 | Coira (Chur, GR) | Cattedrale romanico-gotica, centro storico pedonale, Museo Retico, Bischöfliches Schloss | ~165 km |
La Via Spluga Oggi: Turismo Lento e Memoria Vivente
Negli ultimi vent'anni la Via Spluga ha conosciuto una seconda vita come percorso di trekking di alta quota. Il sentiero escursionistico che ricalca l'antica mulattiera — da Chiavenna a Coira in sei-sette tappe — è oggi uno dei cammini alpini più belli e meno affollati d'Europa. Non ha ancora la fama del Cammino di Santiago o della Via Francigena, ma chi lo conosce ne parla con la stessa intensità: è un percorso che obbliga a rallentare, a guardare, a pensare.
Per chi non dispone di una settimana a piedi, l'itinerario in autobus è un'alternativa straordinaria: permette di toccare tutte le tappe principali concentrandosi sulla visita dei luoghi invece che sulla fatica del dislivello. È il formato ideale per gruppi di appassionati di storia, associazioni culturali, classi scolastiche, e chiunque voglia comprendere la Svizzera partendo dalle sue radici più antiche.
Siete appasionati di pellegrinaggi, luoghi ameni o turismo altrenativo?
Non perdete il nostro post “La Svizzera dei Pellegrini“. Cammini, Silenzi e Santuari nel Cuore Nascosto d’Europa…
State pensando a un Viaggio sulla Via Spluga con la Vostra famiglia o con il Vostro Gruppo?
Autolinee Svizzere vi ornisce il mezzo ideale…
Autolinee Svizzere offre noleggio autobus, minibus e minivan con autista per gruppi, scuole, associazioni culturali e parrocchie. Partenza dal Canton Ticino verso Chiavenna, la Via Mala, Coira e qualsiasi tappa dell’itinerario. Preventivo gratuito senza impegno.
📞 +41 91 863 13 15 | 📱 +41 079 474 14 07
Cos'è la Via Spluga e perché è importante storicamente?
Quando Napoleone attraversò il Passo dello Spluga?
Cos'è la Via Mala e dove si trova?
Cosa vedere a Chiavenna lungo la Via Spluga?
Perché la Via Spluga è meno conosciuta del San Gottardo?
La Cascata dell'Acquafraggia è accessibile tutto l'anno?
Come organizzare una gita di gruppo sulla Via Spluga dal Canton Ticino?
— Bundi, M. (1982). Frühe Beziehungen zwischen Graubünden und Mailand. Bündner Monatsblatt.
— Caviezel, N. (2007). Via Spluga — Ein historischer Weg durch die Alpen. Terra Grischuna Verlag.
— Masè, F. (1999). Il Passo dello Spluga nella storia. Museo della Via Spluga, Madesimo.
— Ruskin, J. (1835). Diaries, vol. I, ed. Evans & Whitehouse (1956). Oxford University Press.
— Sondrio, Archivio di Stato. Registri doganali della Valchiavenna, sec. XIV-XVI.
— Zanella, G. (2003). Piuro — La Pompei delle Alpi. Museo Civico di Chiavenna.
Custodi della Memoria
Scegliete il sapere, unendovi ai nostri post storici per ricevere le cronache dell'Heritage.













